la convivenza con l’assenza

Il lutto, che si tratti della morte di una persona o della fine di un rapporto, è un processo doloroso ma necessario per andare avanti nella vita. Mentre il ricordo di ciò che abbiamo perso ci accompagna, non dobbiamo lasciare che ci impedisca di vivere pienamente nel presente. Il “Viale dei ricordi” ci invita a confrontarci con il passato, accogliendo sia la nostalgia che le cicatrici, ma senza rimanerne prigionieri. Allo stesso modo, il “posto delle fragole” di Bergman simboleggia il bisogno di andare oltre la nostalgia e di accettare che il tempo non si ferma, insegnandoci che vivere significa anche affrontare la perdita senza rinunciare al futuro. La vita, come ci ricorda il detto “Panta Rei”, scorre e, per crescere, dobbiamo imparare a convivere con l’assenza, senza dimenticare mai di andare avanti, di vivere e di cercare nuove opportunità, accettando il cambiamento come parte del nostro cammino. Continua a leggere la convivenza con l’assenza

Parlano di me, ma io vivo a Terabithia

Il testo esplora le dinamiche sociali legate alla costruzione di identità attraverso stereotipi di genere e le aspettative imposte dalla società. A partire dall’esperienza personale dell’autore, viene analizzata la pressione di adattarsi a ruoli rigidamente definiti come “maschile” o “femminile”, e il conflitto tra l’individuo e il bisogno sociale di etichettare. Si citano le teorie di sociologi come Bordieu e Goffman per spiegare come le persone si conformano ai ruoli sociali per evitare esclusione. Viene messa in luce l’importanza del “retroscena” come spazio di liberazione, dove è possibile esprimere la propria individualità al di là degli schemi prestabiliti. Il racconto si collega al film Un ponte per Terabithia, dove i protagonisti trovano rifugio in un mondo immaginario, lontano dai pregiudizi sociali, come metafora di un luogo in cui è possibile essere se stessi, lontano dalle etichette e dalle aspettative degli altri. La riflessione finale invita a rivedere le categorizzazioni sociali e a valorizzare le differenze, creando uno spazio di dialogo e accettazione reciproca. Continua a leggere Parlano di me, ma io vivo a Terabithia