Il Cuore Perduto delle Generazioni: Un Confronto Tra Passato e Futuro
Continuo a pensare che chi è stato adolescente negli anni ’70, ’80 e ’90 abbia vissuto qualcosa di speciale, qualcosa che noi, giovani di oggi, non vivremo mai. Quegli anni erano impregnati di un’atmosfera unica: non c’erano smartphone, social network o internet. La comunicazione era più diretta, i rapporti più autentici. Le serate tra amici erano fatte di discorsi senza interruzioni, di giochi di gruppo, di musica che arrivava dalle radio locali e che si ascoltava in modo condiviso, senza la possibilità di fare skip su una canzone che non ti piaceva.
Oggi tutto è diverso. È come se il cuore di tutti gli adulti che conosciamo, e che tanto critichiamo per la loro rigidità e le loro aspettative, si fosse perso in quegli anni. Il mondo, infatti, è cambiato. E loro si ritrovano oggi in una nuova epoca, dove lo spazio e il tempo sono fatti su misura per la generazione che sta crescendo ora.
Siamo noi, i giovani, gli esperti di quest’epoca. Noi siamo il presente e, in un certo senso, siamo anche il futuro. Loro, i “nostri adulti”, sono il passato che fatica a diventare presente. E non possiamo ignorarlo: sono cresciuti in un mondo che, seppur incredibile, non aveva nulla a che fare con quello in cui viviamo ora. Il loro passato è lontano, eppure lo portano dentro, in ogni critica che ci rivolgono.
La Pandemia e la Sua Lezione
Cosa mi ricorda tutto questo? La pandemia. Non è casuale che faccia questo paragone, perché la pandemia ha avuto un impatto che ancora oggi si riflette sulla nostra vita. Ricordate quando siamo stati catapultati nel lockdown? La nostra routine quotidiana si è stravolta in un batter d’occhio. Le scuole chiuse, il lavoro da remoto, l’impossibilità di uscire di casa… All’inizio sembrava che il tempo si fosse fermato. Una sensazione surreale di sospensione, come se avessimo avuto tutto il tempo per riflettere su ciò che stava accadendo. Molti di noi hanno sperimentato un’ansia per il futuro che non avevamo mai conosciuto prima.
Eppure, quando la pandemia è finita, ci siamo accorti che, per quanto fossimo tornati alla normalità (o meglio, a una nuova “normalità”), nulla sarebbe stato più lo stesso. Ci siamo ritrovati a fare i conti con un mondo cambiato: le relazioni sociali, ad esempio, sono diventate più difficili da ricostruire. Abbiamo dovuto riadattarci. E anche ora, a distanza di tempo, gli effetti della pandemia si fanno ancora sentire, soprattutto nella nostra psiche. Ma non siamo più nella stessa situazione. Siamo più consapevoli, ma anche più fragili.
La Perdita di Connessione tra Generazioni
Immaginate per un momento la generazione degli adulti come noi durante, pre e post pandemia. In un certo senso, sono come estranei. Quando criticano il presente, criticano la nuova generazione, ma spesso non si rendono conto che non hanno ancora avuto accesso alla comprensione di questa nuova epoca. Sono nel pieno di una “pandemia” del tempo, quella che li vede incapaci di adattarsi al cambiamento.
Pensateci: negli anni ’70 e ’80, il mondo era diverso. La musica che si ascoltava in quegli anni, come i Beatles o i Queen, era un fenomeno che univa le persone in maniera completamente diversa rispetto a come succede oggi. Oggi ascoltiamo la musica in modo individuale, magari in cuffia, senza più quella dimensione collettiva che c’era un tempo nei concerti o nelle discoteche. I social media e le piattaforme di streaming hanno modificato radicalmente il modo in cui viviamo il nostro tempo libero. Ogni aspetto della vita quotidiana si è evoluto così velocemente che molti adulti fanno fatica a stare al passo.
Eppure, non è una colpa. Sono come noi, studenti che si lasciano tutto per l’ultimo minuto, accumulando stress, appunti, lezioni e pagine di libri fino all’ultimo giorno prima dell’esame. Immaginate la sensazione di avere un compito così grande da doverlo affrontare tutto in una volta. È il burnout della conoscenza, dell’adattamento. Gli adulti oggi sono travolti da un mondo che cambia più velocemente di quanto possano digerirlo.
Futuro Incerto: Il Potere del Cambiamento
Quando gli adulti criticano la nostra generazione, non si rendono conto che, come loro, anche noi siamo costretti ad adattarci a un mondo che cambia a una velocità vertiginosa. Non hanno il tempo di fermarsi e riflettere, perché mentre stanno cercando di capire una novità, ce n’è già un’altra pronta a sorprenderli. È come se il futuro avesse un potere quasi magico: quello di sorprenderci sempre, di destabilizzarci.
E se ci pensiamo, è lo stesso potere che noi abbiamo, ma per motivi diversi. Siamo figli di un mondo in cui la novità è la norma. Cresciamo con la consapevolezza che ogni giorno può portare una nuova sfida: dal cambio di algoritmo di un social network alla crescita della nostra carriera, dalle nuove opportunità educative all’emergere di movimenti culturali che ci spingono a ripensare il nostro posto nel mondo.
C’è chi riesce a stare al passo coi tempi, chi riesce a cavalcare l’onda e a sfruttare le opportunità che arrivano. Ma c’è anche chi si fa travolgere dal tempo, chi si lascia spaventare dal cambiamento. E non è una colpa. È la vita.
Conclusione: Il Nostro Passaggio nel Tempo
Le generazioni si confrontano costantemente con il cambiamento, ma ciò che distingue quella di oggi è la velocità con cui tutto accade. Siamo noi che stiamo vivendo il presente, ma anche noi, prima o poi, dovremo fare i conti con la nostra parte di passato, che sarà inevitabilmente influenzata da ciò che abbiamo vissuto. Sarà allora che anche noi ci troveremo a guardare i giovani di domani e a domandarci come sarà il loro mondo.
E nel frattempo, continuiamo a fare il nostro cammino, tra la consapevolezza di essere il presente e la speranza di diventare un giorno il futuro.

